CCLVI – De Rossi

By Giacomo Leopardi

Poiché divenne Fille

Del suo signor consorte,

Lasciò le rozze ville

Per abitar la corte.

Però venia talora

Del padre a l'umil tetto;

E conservava ancora

Per la campagna affetto.

Sopra le siepi un giorno

De l'orticel del padre

Mirando d'ogn'intorno

Piante folte e leggiadre

D'agresti gelsomini

Fiorir tra dumi e spini,

Diceva: e d'onde avviene

Che questo fiorellino,

Che anch'io, con mille pene,

Fo nutrir nel giardino,

Là non cresce sì bello,

Là non sembra più quello?

Rispose il padre: o figlia,

Quell'odoroso fiore,

Nel puro suo candore,

A innocenza somiglia:

Le siepi ama e le spine,

Com'essa i rozzi tetti:

Le pompe cittadine

Par che con lei rigetti.

Dimmi: ne la cittade

La tua innocenza è quella

Che fra queste contrade

Serbasti, intatta e bella?