CCLVII

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Tutto il giorno erro lagrimando, e poscia

la notte; ch'ogni cosa

par che qualche abbia posa,

a me pur doglia, a me doppiasi angoscia,

e più che il dì penosa;

tai, s'io pur dormo, addosso eccomi schiere

di fantasmi, di Sfinge e di Chimere

e d'affamate Arpie,

né mai del mio cor sazie, insino al die.