CCLVIII

By Franco Sacchetti

Com'io son servo, e Franco nome tegno,

così di fama il volgare è diverso,

né più né men come dal bianco al perso:

e questo è 'l navicare di questo legno.

E ben che Venus col vago dissegno

mi fesse pronto già ad ogni verso,

oggi le tempie cane e 'l mondo adverso

m'han fatto della penna esser indegno.

E per non fare de l'alma donna, ancella,

pensando spesse volte al mortal guado

dov'io son presso, e non sanza temenza,

contemplo al ciel, nel qual non si rapella,

e con le rime mi truovo di rado,

ché 'l perder tempo ha doppia penitenza.