CCLX

By Domenico di Giovanni

Posto m'ho in cuor di dir ciò che m'avviene,

Ed e' si sia di chi si vuol l'affanno,

Ed a chi arriva mal se n'abbia il danno,

E 'l pro sia di colui, cu' arriva bene.

E s'io avessi, o allegrezza, o pene,

E io me l'abbia; s'io ricevo inganno

I' me 'l riceva; e così d'anno in anno

Guidarmi infin che vita mi sostiene.

E s'io mutassi stato, ed io me 'l muti,

E io mi sia se sono altrui a noia,

E chi sì mi rifiuta, mi rifiuti.

E io mi perda, s'io perda ogni gioia;

Chi non mi vuole atare, non mi aiuti,

Se morir mi conviene, e io mi muoia;

Se la terra ha le cuoia,

Ella se l'abbia: ma l'anima mia

Di Dio, che me la die', priego che sia.