CCLX

By Francesco Petrarca

In tale stella duo belli occhi vidi,

tutti pien' d' onestate et di dolcezza,

che presso a quei d' Amor leggiadri nidi

il mio cor lasso ogni altra vista sprezza.

Non si pareggi a lei qual piú s' aprezza,

in qual ch' etade, in quai che strani lidi:

non chi recò con sua vaga bellezza

in Grecia affanni, in Troia ultimi stridi;

no la bella romana che col ferro

apre il suo casto et disdegnoso petto;

non Polixena, Ysiphile et Argia.

Questa excellentia è gloria, s' i' non erro,

grande a Natura, a me sommo diletto,

ma' che vèn tardo, et súbito va via.