CCLXV

By Domenico di Giovanni

Di darmi tante lodi omai scivic,

Ch'i ho mestier d'ingegni che mi scorgan,

E che dottrina in carità mi porgan,

E d'un miglior ben dir, che tu non spric.

Tutto il dì fan con ferri tach, e tic,

Perché molti sospir dal cor mi sgorgan

Quivi par che con acqua i fonti sorgan

Avendomi fortuna dato huic.

E come Furo mitriato in gogna

Veggendomi sì sotto a vil matricola

Col viso vo per ischivar vergogna.

Quel che Boezio chiuso alla graticola

Ebbe sì lungamente mi bisogna

Quando di sdegno il petto mi formicola.