CCLXV – Monti

By Giacomo Leopardi

Morte, che se' tu mai? Primo de i danni

L'alma vile e la rea ti crede e teme;

E vendetta del Ciel scendi a i tiranni,

Che il vigile tuo braccio incalza e preme:

Ma l'infelice, a cui de' lunghi affanni

Grave è l'incarco, e morta in cuor la speme,

Quel ferro implora troncator de gli anni,

E ride a l'appressar de l'ore estreme.

Fra la polve di Marte e le vicende

Ti sfida il forte, che ne' rischi indura;

E il saggio senza impallidir ti attende.

Morte, che se' tu dunque? Un'ombra oscura,

Un bene, un male, che diversa prende

Da gli effetti de l'uom forma e natura.