CCLXV

By Franco Sacchetti

Amico mio, tu non metti intervallo

di germogliare in me tua confidenza,

donando lode di tanta aparenza,

ch'amor t'inganna, chiaro come cristallo;

ma se se ne pagasse il soprastallo,

dubiterei, e non sanza temenza,

che la moneta di poca valenza

non abbia corso nel terreno stallo.

Impaccio mai non dissi, ma ispaccio

de' miei afanni è il versificare;

e sempre il seguo con lo cor festino,

fuggendo l'ozio; e ancor non mi taccio

che 'l dir, per donna, s'abbia a inclinare

di venir muto, ma sempre più fino.