CCLXVI

By Domenico di Giovanni

Io veggio il Mondo tutto arretrosito,

Che chi de' dar, domanda a chi de' avere,

E chi promette non vuole ottenere,

Colui che offende accusa poi il ferito.

Prosciolto è il ladro, e 'l giusto è poi punito.

E 'l tradimento tiensi un più sapere,

Così inganna l'un l'altro a più potere,

E chi fa peggio, ha miglior partito.

Veggio che 'l Padre dal Figliuol si parte,

E l'un fratel coll'altro si percuote

Non val senza amistà ragione, od arte.

Adunque la sua parte si riscuote,

A chi me' di tradimento sa far l'arte,

E mai ci nocque quel che poco puote.

Ma sì torbide note

Converrà che si purghi con ragione,

Beato a chi non sia mestier sapone.