CCLXVI

By Franco Sacchetti

Maestro, ciò che dite io aconsento,

d'esser sopra la rota stato in cima

delle tre mie consorti, come stima

vostro sonetto a dirmi il suo talento;

e con lor visso sono sanza pavento

di morbo o d'infermità sublima;

ma altro caso è quel che 'l cor delima,

che non è a seguir di donna attento.

Or del sesto scaglione avendo netto

il segno, dove la vertù s'accende,

veggio ben che non è sanza sospetto;

ma, se ben stimo quel che 'l mondo rende,

non so s'egli è da seguir Galieno,

o con sì dolce morte venir meno!