CCLXVII – Monti

By Giacomo Leopardi

Più la contemplo, più vaneggio in quella

Mirabil tela: e il cor, che ne sospira,

Sì ne l'obbietto del suo amor delira,

Che gli amplessi n'aspetta e la favella.

Ond'io già corro ad abbracciarla. Ed ella

Labbro non move, ma lo sguardo gira

Ver me sì lieto che mi dice: or mira,

Diletto genitor, quanto son bella.

Figlia, io rispondo, d'un gentil sereno

Ridon tue forme: e questa imago è diva

Sì che ogni tela al paragon vien meno.

Ma un'imago di te vegg'io più viva,

E la veggo sol io; quella che in seno

Al tuo tenero padre Amor scolpiva.