CCLXVIII

By Gaspara Stampa

A voi sian Febo e le sorelle amiche,

schiera gentil, che col vivace ingegno,

con l'arte e con lo stil giungete a segno,

ove non giunser le memorie antiche.

Voi le più gravi cure e le nimiche

voglie acquetate, voi l'ira e lo sdegno;

voi sète dolce altrui triegua e ritegno

ne le lunghe, penose, aspre fatiche.

Io de la interna mia cura e vivace,

fin ch'è durato il vostro dolce dire,

ho, la vostra mercé, trovato pace.

Così piaccia ad Amor di stabilire

questa mia breve gioia; e chi mi sface

tenga mai sempre queto il mio disire.