CCLXXIII

By Gaspara Stampa

Perché Fortuna, avversa a' miei disiri,

quasi smarrita e stanca navicella

da lunga combattuta e ria procella,

come a lei piace mi rivolva e giri,

e meco più ad or ad or s'adiri,

e mi percuota in questa parte e 'n quella,

né lassi l'empia e di pietà rubella

che da' suoi colpi il cor punto respiri,

io pur, Balbi, nel mal mi riconforto,

poi che ho le vostre ornate rime amiche,

onde malgrado suo vivrò mill'anni.

Queste a la speme mia mostrano il porto,

queste contra de l'aure aspre e nemiche

saran dolce ristoro de' miei danni.