CCLXXVIII

By Domenico di Giovanni

Quella Ariadne, che 'l crudel Teseo

Lasciò sull'Isoletta addormentata

Quando in Atene fece ritornata

A Vele nere, onde morette Egeo;

Quella che ruppe la fede a Sicheo

Niun'altra mai così fu sconsolata,

Sentendosi ciascuna abbandonata,

Ancor la figlia dello Re Cineo,

Onde Ercole morì, che tanto ardire,

E somma forza mostrò per lo mondo,

Come si trova in molto savio dire;

Pur m'hai lasciato car Marito in fondo;

Più sento che costor maggior martire

Per la forza maggiore, e grave pondo;

Più di lagrime abondo

Se non sai presto da me ritornata

Per farmi di tua vista consolata.