CCLXXXII

By Franco Sacchetti

Non perch'io creda avere soperchi omori

né perch'io aggia paura di morte

vi mandai l'acqua mia, ma perché scòrte

vi fosson le cagioni de' miei langori.

Se medicina contro agli essattori

aveste, o argomento alcun sì forte

che a le prestanze serasse le porte,

di gran malinconia serei fuori:

la qual con molta rogna m'ha assalito

con tutta la famiglia, e tale andazzo

intrato è per la terra in ogni sito.

Con l'unghie gratto e stregghio come pazzo

che non si sente, e questo è quel partito

che dà a le pene un poco di solazzo.

Perché·lla va di guazzo,

vi priego che vegnate domattina

a ordinare la vostra medicina.