CCLXXXIII
L'inclita stirpe de' buon Malatesti,
che con tanta virtù furon e sono,
meritan fama in terra, ed in ciel dono,
perché tra loro mai non fur molesti.
E vo' che ciaschedun signor si desti,
ché pochi in su la terra han questo sòno:
però di degna gloria gli corono.
S'io dico vero, l'opera il manifesti.
Miseri a quelli che 'n sospetto stanno
sempre in discordia, sanza aver mai pace,
per le gravezze che a' suggetti danno!
Giusto governo in questi sempre giace
e di lor terre poca guardia fanno,
perché a' terrieri tal signoria piace.