CCLXXXVII

By Franco Sacchetti

Non mosse Iove Imeneo già mai

far tra' signor latini si degna festa

che quella di Manfredi e Malatesta,

là dove Pallas sempre accese i rai.

Nobil semenza, Lucina, farai

d'inclita stirpe e valorosa gesta,

dando speranza al mondo, ch'or molesta,

che nasceranno virtuosi e gai:

li quali, di due schiatte sì altere,

come gli anticessori fian prodi e saggi,

riformando, per vizio ove si pere:

nimici fian de' superbi oltraggi,

usando signorie diritte e vere,

che tiran con amore gli altrui coraggi.

Ad Astore, a Madonna, a Gian Galeaz,

caro Severo mio, mi racomanda

e dì che pro' lor faccia tal vivanda.