CCVIII

By Giusto de' Conti

ol mio signor libero e sioltto

lazi amorosi e dà suo forza

vido e secur per cuanto i critti

ai pensier mi naque o voglia o brama,

amor anzi fugir per boschi

l ragi suo qual m'an pur preso.

ncava al di quando fui preso

a noturna stanzia sioltto

altro giorno forza

sol vidi il qual veder non critti

glorioso ho zieca brama

pra te che fazea luze a boschi.

mi pur aver amor ne boschi

rato onde altrui male mai non criti

sta cussi chi altro voler brama

semi amor con una usata forza

il qual già avea ligato e preso

aure crine a l'aura dolzie sioltto

stra felize, ho cor mio sioltto,

fui ligato non già in meso i boschi

dove roze e fior radize han preso

siede Madona e spera e brama.

Onor per far in tela ogni suo forza

d'oro e di setta quel che io non critti.

Vagabondo lo giorno sempre critti

securo andar, perché tal sol m'ha preso,

che l'altro fugie lui nei foltti boschi.

La notte poi, d'ogn'altro pensier sioltto,

pensando scazio il sono e prendo forza

quasi, amore e gl'ochi piangne e brama.

Vivo cusì e dubito mia vita

aprir a lei, però che in tuti i boschi,

salvo in costei, piatà trovar mi critti.

Tropo non già starò, perch'io già preso

altro camin, e spero d'esser sioltto

da ogni altro amor e da ogni viva forza.

Brama già di veder mi guida e sforza

Né vorei sioltto quel che mai non critti,

e amor nei boschi e io non n'eser preso.