CCXCII

By Domenico di Giovanni

Sempre si dice che un fa male a cento,

Benché a me non par che sia dovuto

Per un inganno che ho riceuto,

Seguir intendo tale ordinamento.

Prestaili un libro, onde molto mi pento,

E quando pur assai l'ebbe tenuto,

Lui si provò che me l'avea renduto

Onde convenne a me starmi contento:

Perciò nessun mi chieggia più in prestanza,

Acciò che non mi avvenga, come suole,

Che perda il libro, come l'amistanza:

Ma se Amico alcun forzar mi vuole,

Arrechimi sì fatta ricordanza,

Che facci stare in piè le sue parole:

Non vuo' che senza scuole

Nessuno impari più alle mie spese,

Che sia Villan, laddove fui cortese.