CCXCIX

By Domenico di Giovanni

Certi soffisti con affabil arte

Tirano sempre a lor, giuoco, e congrega,

Per farsi dello stato suo bottega

Sempre mandando il mal vivere a parte;

Chi s'appropria il Comune, e chi la Parte,

Con raffi, con picconi, e con la sega,

E così l'un all'altro te la frega,

Nulla curando sacramento, o carte:

La Fede, l'amicizia, e il parentado

Si stima or poco rispetto ai denari,

Tal che gli è senno fidarsi di rado,

Massime di questi superbi, e avari,

Che di frode a salir cercano il grado,

Non risparmiando soci, né compari;

Fuggigli come bari

Questi gambatti di cilicio, e frusta,

Che paion buoni, e son caterva ingiusta.