CCXI

By Berardino Rota

Cena beata, esca vital, che sete

principio e fin di quanto più si vole,

a voi ne vegno, acciò ch’io mi console

né sia più servo mai di fame e sete.

Mondane brame, che gran tempo havete,

quasi steril terren, senz’acqua e sole

tenuto il viver mio, di fumo e fole

pascendomi, qual pria, più non andrete.

Ecco il nettar celeste, il cibo puro

che soave m’inebria e pari ed uno

a Dio mi rende, e vincitor di morte.

Così veggiam nel tempo scarso e duro

levarsi satio a pieno e lieto e forte

da ricca mensa poverel digiuno.