CCXI

By Francesco Beccuti

Benché sia grave e rio

il mio perverso errore,

benché io non sia d'eterno esilio indegno,

Padre benigno e pio,

il tuo giusto furore

non s'accenda ver' me con tanto sdegno.

Tu l'arco tiri, e 'l segno

è 'l mio penoso fianco;

così da strali afflitto,

quasi cervo trafitto,

dovunque volgo il core e 'l piede stanco,

colmo d'alto spavento

la tua grande ira e 'l mio gran fallo sento.

Signor, se gli occhi volgo

a la tua irata faccia,

sento l'ossa tremar, gelare 'l sangue;

e, se a me gli rivolgo,

coscienza minaccia,

e ne rimane 'l cor freddo, ed esangue

per le mie colpe langue,

sotto il cui peso molto

non può durar la vita;

e l'antica ferita

che salda parve al mio pensiero stolto

s'aprì di fuori e dentro

sangue putrido mostra insino al centro.

Col viso a terra chino

e di dolore sparso

meno la vita e i miei dì tristi e negri,

perché, a morte vicino,

di un vil disio son arso,

onde perdei tutti i miei beni integri;

però languidi ed egri

sono rimasi i sensi

e 'l cor s'affligge e strugge

e come leon rugge,

quando a tanta viltade avvien che pensi:

tu vedesti 'l mio fango,

Signore, e sai quel ch'io sospiro e piango.

Il mio continuo pianto

e l'ostinato affanno

la luce agli occhi, a l'alma il vigor toglie:

i cari amici intanto

lunge da me sen vanno

né pietà alcuna i miei sospiri accoglie:

vi è ben con fiere voglie

chi lacci a' miei piè tende;

altri con sue menzogne

m'assalse e con rampogne;

ma, com'uom che non parla e non intende,

io sordo e muto fui

né mai risposi al mormorar d'altrui.

Perché in te solo spero,

tengo certa fidanza

che vorrai, Padre, al gran bisogno aitarmi;

e, perché quell'altiero

abbassi ogni baldanza,

che ad ogni inciampo mio parate ha l'armi,

so che vorrai salvarmi;

perché 'l mio grave fallo

conosco e non lo scuso

né la pena ricuso

né pongo al bene oprar tempo o intervallo,

se fia la tua man presta,

contra chi turba ogni mia impresa onesta.

Fra le sirene io varco e fra gli scogli:

dammi, Signor, virtute,

ch'io venghi a te, mio porto e mia salute.