CCXI

By Giusto de' Conti

Messere Filippo, e' par che ne i tuoi detti

Tu dubiti, se amor, ne l'ore estreme

Ha forza negli amanti, come insieme

Mancassen con la vita nostri affetti.

Se questo fusse, a che nostri intelletti,

Virtù seguendo, al cielo alzan sue speme?

A che l'antiche colpe l'uom pur geme

Per mille van speranze, et van sospetti?

Io dico, che, congiunti al sommo Amore,

Amar l'un l'altro poi non sol ne lice

Anzi è necessità, che a quel n'accende:

Che l'alma, sciolta dall'umano errore,

Tanto più sente, quanto è più felice;

Et tanto ha più d'amor, quanto più intende.