CCXII

By Domenico di Giovanni

Io ti mando un tizzon, Rosello, acceso,

E quattro some d'Asino di scopi;

Sicché ben tosto ti verranno a uopi,

Che per publico frodo sarai preso:

A furia a far falò n'andrai di peso,

Per malefici commessi in gran copi;

Per usurario ancor, se non ti spropri

Del Giudeo interesso sopra preso:

Per tutti i mali, e massime la frulla

Così arsiccio a strazio, e pregio vile

Sarai gittato in Arno per sentenza:

Muti sien per te Preti, e Campanile,

E 'l Gola, che 'n Diacceto si trastulla,

È scioperato, e godesi a credenza:

Alcuna violenza

Non ti faranno i pesci, o schericato,

Perché non mangian di scommunicato.