CCXII

By Francesco Beccuti

Alte grida mandai dal cor profondo

a te, Signor del cielo;

Signore, ascolta le mie voci e porgi

l'orecchie ai preghi miei.

Se con giusto occhio, Signor mio, riguardi

le nostre colpe inique,

chi sarà quel che sostenere ardisca

il tuo cospetto santo?

L'incomparabil tua pietade adopra,

che ognun t'adori ed ami;

solo in questa mi fido, in questa spero

il tuo divino aiuto;

ne le promesse tue veraci e salde

l'alma stanca s'appoggia.

Non con tal brama, il ciel mirando, aspetta

veder la pigra aurora

chi tutta notte sonnacchioso e stanco

guardò le mura e scòrse,

com'io sospiro il tuo venir che tarda,

unica mia salute.

Spera nel tuo Signor, ben nato seme

de la gran pianta ebrea;

però che 'l tuo Signor con larga mano

pietade e grazia versa

ed è pronto a lavar col proprio sangue

tutte le macchie tue.