CCXIV

By Berardino Rota

O luce del gran padre, o vita, o via

del mondo errante e morto, il ghiaccio, il sasso

distruggi e rompi al cor, che cieco e lasso

langue pur troppo e ’n se stesso travia.

Passano gli anni e i lustri, e pur la mia

alma giace sepolta in tetro e basso

abisso di miserie, e chiuso il passo

l’ha verso il ciel dolcezza amara e ria.

Sgombra la nebbia che la copre, e scalda

l’alto giel che la preme, e la ferita

che le fer duo begli occhi ungi e risalda.

Sì che faccia a se stessa homai disdetto,

di te solo, Signor, ricca e vestita,

nobil nemica al suo più caro affetto.