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By Domenico di Giovanni

Ècci venuto un suffrittaio da Siena,

E dice, che le Muse a Fonte Beccia

Aspettan tutte il tuo Buffon da feccia

Per coronarlo d'una pergamena.

E dice un nostro ghielfo, che giel mena,

E sempre lo fa por sotto a l'altreccia,

Per certo io 'l troverò qua in Vacchereccia,

Che sia travaglio un gli rispose a pena;

Guarda, che Befanìa, non ti ritrovi

Quando tu pari un di questi Prelati

Poccioso, e largo, com'Ocon che covi

In sedia, e innanzi que' provigionati,

Contra de' quali sempre leggi, e 'nganni

Trovi, e mai vuoi dar loro, se non gl'Ingati,

Che sempre son vietati

Per tutto i Bolognini, e gli Ancontani,

Ma que' grosson gli ciuffi con due mani:

Deh serbiamo a domani

Qualche reliquia a desinare, o sciolvere,

Che ancor i' non t'ho ben scosso la polvere.