CCXLIII

By Domenico di Giovanni

Io dico, Ispoletin, se non correte

Colla masnada vostra prestamente

A dare aiuto ad un, che colla mente

Vi si iscarmiglia, il maggio perirete.

E vuo' che voi sappiate, che le sete

son rincarate, perché le giumente

Hanno avuto question con mona Nente,

Perché Don San Taddeo sempre ebbe sete.

Subito armati furo i pizzicagnoli

Con loro barbuti, cossani, e mezzine,

E seco avean di molti fuseragnoli.

Ancor ti dico, che le rete fine

Furo sì frettolose, che i pedagnoli

Portar gran rischio a camparne infine.

Però, se tu voi, dìne

Alla brigata, che vadan contenti,

Che qui si muor, di fame a stretti denti.