CCXLIV

By Giovan Battista Nicolucci

Quando l'estivo sol da lei si è tolto,

più vive qurore fian tra le sue brine,

e al cader de le rose, le tue spine

più acute, Amor, da più candido volto.

Più spirto uscir da nodo men involto,

e luci fiammeggiar via più divine

veder potremo, e dal maturo crine

senno più chiaro a gli occhi nostri sciolto.

Altri i lumi terran nel dolce loco,

nido di lor faville, e avran qui il core

per la dolce memoria d'un bel foco.

Altri, raccesi poi di novo amore,

adescar lascieransi a poco a poco,

per alta speme d'un celeste ardore.