CCXLIX

By Guittone d'Arezzo

Al turcascio, ch'a la centura porta

lo ditto guai, ten lo venen ascoso

cum dolzor temperato, che conforta

l'appetito di lui desideroso;

ciò è 'l carnal diletto, i qual iscorta

la ditta morte, guai meraveglioso;

che poi ben dir si' po venen ch'amorta

d'onni vertù l'om d'essi copioso,

e ch'a le vene nocer tutto è dato,

en vita l'omo sempre destruggendo,

l'alma menando a morte en inferno;

è mal senza rimedio alcun trovato

solo en voler seguir, nonché compiendo

sì come conchiudo: però l'inferno.