CCXLVI

By Domenico di Giovanni

Se nanti carnascial non ci dai cena,

Or fa ragion trovarte preso a giuoco,

E tutti istar intorno ad un gran fuoco,

E ciascun sia con la goletta piena,

E quel migliaccio sia fatto di vena,

Per modo tal che non l'abbruci il fuoco,

E dei capponi ordina sì col cuoco,

Che non sien troppo cotti in su la schiena;

Tordi ch'abbian il cul di lavandaia,

Quando Fetonte abbandonò li freni,

Che come appare in Ciel ancor n'abbaia.

E fa d'aver tal vin che non si leni

Con un tegame pien di buono, e paia

Teso com'oca, e dica: tieni tieni.

E da 'nfiammati seni

Usciran canti, e versi, e belle prose

Disposte innanzi con solenni chiose.