CCXLVI

By Giovan Battista Nicolucci

Or che il ciel e la terra in lei contende

a cui si debba di bellezze il pregio,

onde quei con immenso empireo fregio

da l'alma al mondo alto tesoro stende,

e questa move da rosate bende

gemme e raggi, che il sole hanno in dispregio;

ove più il ben di Dio, nel tetto regio

del suo bel tempio, o in se medesmo, splende?

Tu, tremebonda invitta domitrice

quinci de gli anni, e quindi d'alme voglie

venerabil pietosa genitrice,

diràilo un dì, se tu già mai la spoglie

de i vaghi fior, ch'ombreggian sua radice

eterna, altera, con leggiadre foglie.