CCXLVII

By Domenico di Giovanni

Secondo che si scrive nel decreto,

Pepo rubesto, tu non puoi la traccia,

Perciò ch'empiendo troppo la bisaccia

Transfigurar faresti ogni pianeto.

Per gridare accorr'uomo, e starsi queto,

E non menar a tempo ben le braccia,

T'are' io presentato una anitraccia,

Se tu non mi sapessi un po' di vieto.

E perché non mentisse pur l'autore,

Guardò nel fiammeggiar de' zolfanelli

Con la testa alta piena di sudore.

E se tu pigli molti pipistrelli,

Non te li manucar senza favore,

Che gli hanno il corpo pien di chiavistelli.

Rompete lor gli anelli

E poi potete correre a Romena

Un lunedì mattino innanzi cena.