CCXLVII
Stava Madre dolorosa
a la croce lagrimosa,
dov'era il suo Filio;
la cui anima piangente,
abattuta e dolente
trapassò il gladio.
O quanto trista e aflitta
fue quella beneditta
Madre de l'Unigenito,
che piangeva e doleva
e tremava, ché vedeva
le pene al Figliuol inclito!
Qual è l'uomo che non piagnesse,
se questa Madre vedesse
nel tormento asprissimo?
Chi non si può contristare,
pia Madre, contemplare
il tuo dolore grandissimo?
Pe' peccati di sue genti
Iesù vide ne' tormenti
e ne' flagelli suddito.
Vide il suo dolce nato
moriente desolato,
quando amise il spirito.
E però, fonte d'amore,
fa ch'io senta il tuo dolore,
fammi teco piagnere;
fa ch'egli arda il cor mio
in amare Cristo Dio
e 'l suo compiacer cogliere.
Santa Madre, fammi questo:
le sue piaghe io abbia presto
al core sì ch'elle vagliano;
del tuo nato traforato,
al morire per me degnato,
le pene in me compartano.
Fammi sempre piagner teco,
al Crocifisso doler meco,
mentre ch'io viverò;
a la croce teco stare,
volentieri acompagnare
pianto con desiderio.
Virgo de le vergini preclara,
a me non esser avara,
fammi teco piagnere.
Fa ch'io porti in Cristo morte
della sua passion la sorte
e le piaghe raccogliere;
da le piaghe essere piagato,
da la croce inebriato,
ne l'amore del Filio
infiamato ed acceso.
Per te, Madre, io sia diffeso
nel dì del iudicio.
Fa che la croce mi guardi
e la passion raguardi
a ciò ch'io trovi grazia.
Quando il corpo serà morto,
fa che l'anima abbia porto
di Paradiso e gloria.