CCXV – Bertola

By Giacomo Leopardi

Addio, beato margine,

Sacro per tanta età

A l'aurea voluttà,

Sacro a le muse.

Se ne le fibre languide

Mi ribollì vigor,

Se néttare sul cor

Mi si diffuse,

Se più letea caligine

A l'erta un vel non fa,

Se a l'arti e a l'amistà

Dolce io rivivo;

Tutto a te deggio: e deggioti

L'insolito avvenir

Ond'eccito i desir

Pigri ed avvivo.

Come veloce a serpermi

Per le midolle fu

La provida virtù

Di questo sole!

Così pietoso penetra

Raggio del dì novel

Entro l'esangue stel

De le viole.

Com'io sentia, ne l'agili

Vicende del respir,

Me stesso rifiorir

De' tuoi bei doni!

Su cento sassi inciderli

L'indistre man tentò:

Forse gli eternerò

Con grati suoni.

Se ben d'Azio ne' numeri

Pianta e famosa è già

La magica beltà

Del mar, del lido;

De' colli, che pompeggiano

In curvo ordine altier;

De gli antri, ove i piacer

Formato han nido.

Io quindi alzarsi, io crescere

Quindi i novelli albor,

E vidi i salsi umor

D'oro poi farsi.

E numerava i fulgidi

Solchi pel mar, pel ciel,

Quai da mortal pennel

Non pon ritrarsi.

Io di Vesevo sorgere

Da la montagna fuor,

Ne l'ampio suo chiaror,

Cinzia vedea;

E da l'alte vulcaniche

Foci la fiamma uscir,

Che il sommo orlo lambir

Di lei parea:

E vidi in manto argenteo

I flutti tremolar;

E l'ali ivi tuffar

L'aura leggiera.

Da l'arenoso margine,

Dal sasso al mar vicin,

Più non vedrò il mattin,

Non più la sera.

Addio. Se iberno turbine,

Coll'arme d'Aquilon,

De l'umile magion

Flagella il piede;

Gl'incisi sassi a frangere

Non mova il suo furor:

Lunga d'un grato cor

Far deggion fede.

Addio. Se, allor che d'espero

L'amabil lume appar,

Verran solcando il mar

Gli eletti amici;

L'erma mia stanza guardino,

Dicendo: or più non v'è:

Come son brevi, oimè,

L'ore felici!

Oh, il più gentil fra i Zeffiri,

Erra tra i cedri e i fior,

E de' ben misti odor

L'ale ti carca;

E ne profuma l'aere

Quando s'appressi qui,

Dov'io l'accolsi un dì,

L'amica barca.

Avvezzi, o bel Posilipo,

Te gli occhi a vagheggiar,

Te cupidi a cercar

Sempre verranno.

E spesso in parte scorgerti

Da lunge ancor potran:

Ma invan fra poco, invan

Ti cercheranno.