CCXV

By Matteo Bandello

Intorn'a l'onorata altiera tomba

ove riposa il gran figliuol di Marte

di lauri e palme sian le frondi sparte

né mai vi cessi il suon d'orrenda tromba.

Poi vi s'intagli in dïamante ch'egli

il Rodano frenò, la Scesia ed Oglio,

il Medoaco, il Reno ed il Santerno,

che, ne 'l fiorir de gli anni suoi, l'orgoglio

domò de gli nemici, ed i capegli

cinse di lauro con onor eterno.

Dunque, Signor, il fier dolor interno,

che dal cuor manda a' tuoi belli occhi il pianto,

affrena, e mira ch'egli a Marte a canto,

vive nel ciel, e chiaro qui ribomba.