CCXVI

By Berardino Rota

Gran tempo haver fera seguito alpestra

che de lo stratio altrui si pregi e goda;

haverla poi con santa e dolce froda

havuta in man per sorte amica e destra;

piangerla al fin da la magion terrestra

con mio dolor fuggita e con sua loda

è stato il viver mio: ma chi mi snoda,

ma chi m’apre del ciel l’alta fenestra,

ch’io vegga te, signore, e la mia donna,

ch’io pianga le mie colpe e ’l mal tempo ito,

se nol fai tu, forza soave e pia?

Tal che, servo il voler, la ragion donna,

qual prigionier di carcer lungo uscito

calchi con piè terren celeste via.