CCXVI – Bertola

By Giacomo Leopardi

È pastorella, è semplice

Nel volto, e più nel core;

È quella che innamòrati,

Come del prato un fiore.

Sta fra l'erbette incognito,

De' pregi suoi contento:

E s'ha men Sol che scaldilo,

Non ha timor del vento.

Altri d'un bello è cupido

Che sia fior di giardino,

In vasi accolto, e celebre

Per nome oltramarino.

Ma che far mai d'un titolo

Che dal capriccio è nato?

Oh quanto è meglio scegliere

Un fior di mezzo il prato!

Sì, le fogliuzze ha tenui,

Poca fragranza spande;

Ma è delicato, ingenuo,

Se non robusto e grande.

Come l'avea nel nascere,

Ha sempre il suo candore:

E perchè tutto è candido,

Ami del prato il fiore.

Gli sguardi non solletica

Con variopinta testa;

Ma quel candor soddisfati,

Ma quel candor t'arresta.

Ah, non di tanto strazio

Saria cagione amore,

Se ognor le belle fossero

Come del prato un fiore.

Sai ch'egli ancora è suddito

De' fiori al comun fato;

Ma sai ch'è più durevole

De gli altri, il fior del prato.

Non cerca ombra o ricovero;

A sdegno ha la coltura;

Ei da se sola vegeta,

Come lo fe natura.

Tal, deh, si serbi Fillide

Nel volto, e più nel core;

E sempre per te serbisi

Come del prato un fiore.