CCXVI

By Gaspara Stampa

D'esser sempre ésca al tuo cocente foco

e sempre segno a' tuoi pungenti strali,

d'esser sempre ministra de' miei mali

ed aver sempre i miei tormenti a gioco,

io non mi doglio, Amor, molto né poco,

poi che dal dì, che 'l desir prese l'ali,

mi son fatti i martìr propri e fatali,

e libertade in me non ha più loco.

Pur che tu mi conservi in questo stato,

dov'or m'hai posta, e sotto quel signore,

onde il cor novamente m'hai legato,

o mi fia dolce, o tornerà minore

quanto son per provar, quanto ho provato

la sua rara bellezza e 'l suo valore.