CCXVIII

By Giusto de' Conti

Quand'io risguardo di Madonna el viso

In cui il Maestro pose ogni misura

Sol per mostrarci al mondo una figura,

Simile a lui nel ciel da noi diviso,

I' mi rivolgo in mente gli occhi e 'l riso,

Che farien giorno quando è notte oscura,

E nel freddo giel fiori e verdura,

E ritornare i fiumi al paradiso.

Allor ringratio ogni mio fato e stella,

Perché mia ninfa in fonte o in caverna

Non fu, non è, né mai sarà sembiante.

Ma ben m'incresce, anzi mi dolio, d'ella,

Che tanta crudeltade in lei discerna,

Che so può farmi, di suo servo, amante.