CCXXIV

By Giovan Battista Nicolucci

Amor dinanzi a me squarciò quel velo

con che agli occhi del mondo asconder volse

l'infinita beltà, che in voi raccolse

e terminò Natura e il Re del Cielo.

Di sfrenata virtù, d'ardente zelo,

così i pensieri ed i desir mi sciolse,

e subito il mio spirto al vostro avolse,

che in tanto ardor non mi ritenne il gelo.

Voi, turbata ch'a voi senza ritegno

corressi, mi scacciaste, e alfin ch'io mora

se tornar oso grida il fiero sdegno;

io, che pur giungo al passo che m'accora,

tra il colpo e la ferita, ohimé, qual vegno,

che più non vivo e non son morto ancora?