CCXXIX

By Domenico di Giovanni

Io porto indosso un così stran mantello,

Che mai barbier v'affilerìa rasoio,

E servirebbe per iscotitoio,

Sicch'io sto involto, come un fegatello.

Le calze, e 'l gonnellino, e 'l giubberello

Han più buchi ch'un vaglio, o colatoio;

Sarò portato un giorno in Ballatoio,

A far qualche letizia per Panello.

A dormire ho gran sonno, e dormo sodo,

Che la coltrice mai non può cullare:

Sicché giudica tu s'io stento, o godo.

A più che cento bocche i' do mangiare:

Così la notte, e 'l dì cerco s'io trovo

Di quel, che forse non vorrei trovare:

Io vi dico Compare,

S'io non sono aiutato dall'amico;

Io starò peggio assai ch'io non vi dico.