CCXXV

By Matteo Bandello

Rivolgi il dolce riso in aspro pianto,

alma, ch'oggi vedesti il cor morire,

né sperar di poter giamai gioire

ché doglia sol si scopre in ogni canto.

Ite, mie Muse, altrove e 'l vostro canto

date a più lieti amanti, che al desire

la speme aggualian; nui vogliam finire

piangendo nostra sorte in nero manto.

Ché madonna, più dura assai che pietra,

non vol udir i crudi miei lamenti,

anzi di giorno in giorno più s'impietra.

Lascio le rime, lascio i dolci accenti

e spezzo di dolor mia roca cetra;

meglio è presto morir che star in stenti!