CCXXVIII – Alfieri

By Giacomo Leopardi

Candido cor, che in sul bel labro stai

Di quella schietta, che il mio tutto io chiamo;

Per te più sempre che me stesso io l'amo,

Tu più m'incendi che i suoi negri rai.

Chi di beltà, chi di lusinghe, e assai

Colti son d'arti e di menzogne a l'amo:

Non io; che, in prova, libertà non bramo;

E l'anno è il nono de' miei lacci omai.

Un dirmi ognor soavemente il vero,

Ancor che spiaccia; ed a vicenda, un breve

Sdegno in udirlo, indi un perdon sincero;

Un profondo sentire in sermon lieve;

Infra il lazzo del mondo animo intero:

Bei pregi; a cui servir, non fia mai greve.