CCXXVIII

By Domenico di Giovanni

Io ho il mio cul sì avvezzo e costumato,

Che quando vuo' cacar non lo sto a chiedere,

Il corpo non potrìa tanto comedere,

Come richiede il tempo stagionato.

E ho il budel sì netto, e delicato,

Che a tutte l'ore lo vado a richiedere:

E non mi fa bisogno troppo cedere:

Che fa di quel che pute in ogni lato.

Orinali, né ampolle, né bicchieri,

Di sopposta, o cristieri e' non mi cale,

Del mio medicinar ch'io fe' l'altr'ieri.

Se lo Speziale, e 'l mastro fusse tale,

Com'io vorrei; non mi darei un poco

Acciò che tutti fussino in un fuoco.

Or eccoti un bel giuoco

Di tanti quanti voglin medicare,

E poi un peto non san far restare.