CCXXVIII

By Giovan Battista Nicolucci

Quest'alma, che per farne il petto saggio,

or volea discoprir che fosse l'alma,

lascia le menti ascose entro la salma,

e fornisce l'altrui col suo viaggio.

O sol de gli intelletti, o nostro Maggio,

che vincendo con luce ardente e alma

le notti e i ghiacci, avevi sol la palma,

e col tuo raccendesti ogn'altro raggio;

ahi, lasso, come in aspri, e veri verni

dopo te siam rimasi! O chi n'allume

e scaldi più ne'bei secreti eterni?

Il re del ciel, che vide che costume

non è che s'apran qua suoi ben superni,

non spense, a sé chiamò sì chiaro lume.