CCXXXI

By Franco Sacchetti

A che si fiderà nessuno umano,

veggendo sei signor saggi ed altèri,

o conte Carlo, che in qua da ieri

partiti son da questo mondo vano:

duca d'Angiò, e 'l signor di Melano,

e 'l conte di Savoia, e' cavalieri

Galeotto e Ridolfo, buon guerrieri,

e 'l re Carlo, quand'era più sovrano?

Voi, che prudente sempre sete visso,

tenendo il corpo a l'anima servile,

non vi specchiate, come fe' Narcisso;

grato, in signoria giusto ed umìle,

cercando il cielo e fuggendo l'abisso,

considerate il mondo falso e vile.