CCXXXI

By Giovan Battista Nicolucci

Novo piacer, che in me da voi distilla,

così di sé tien ebbro il mio intelletto

ch'ognor penso, e il pensier tanto è perfetto

quanto stendersi a voi gode e sfavilla.

Ne l'alma vostra, che essi sol tranquilla,

gli spirti immergo come in proprio oggetto,

seguendo lei da l'amoroso affetto

attratta a me, dove suo fin sortilla.

Quindi abbiam doppio ben, che gira sempre;

poi quando affissa i nostri sguardi il senso

va il moto a unirsi a le divine tempre,

ma la natura nel desir immenso

non vuol che la virtù dei cor si stempre,

ché dà due morti un viver troppo intenso.