CCXXXIII

By Gaspara Stampa

Beato insogno e caro,

che sotto oscuro velo m'hai mostrato

il mio felice stato,

qual potrà ingegno chiaro,

quant'io debbo e vorrei, giamai lodarte

in vive voci o 'n carte?

Io per me farò fede,

dovunque esser potrà mia voce udita,

che, sol la tua mercede,

io son restata in vita.