CCXXXV

By Franco Sacchetti

Come nel tempo de' vaghi fioretti

il filomena gli uditori inziga

suo' canti ascoltare, così mi liga

un disio d'udire i tuo' sonetti;

e s'io tornasse agli anni giovenetti,

ch'amor mi prese dove ancor m'intriga,

a la penna diletto sanza briga

sarie seguire i tuo' copiosi effetti.

Ma perché presso a la vecchiezza pinto

mi trovo, l'alma da' versi si svia,

pensando a l'uscire del laberinto.

Grazie a te de la tua melodia,

che mi fe' ritornare, quand'era spinto,

più ch'argomento di filosofia.